Il nocino, conosciuto anche come nocillo o liquore di noci, vanta una storia antica e affascinante che affonda le sue radici in un passato lontano. Le sue origini precise si perdono nel tempo, ma si presume che la sua creazione risalga al Medioevo, quando le noci erano un ingrediente comune in diverse ricette e preparazioni.
Inizialmente, il nocino veniva prodotto principalmente per le sue proprietà digestive e toniche. Si credeva infatti che le noci, ricche di tannini e polifenoli, avessero virtù benefiche per l’apparato digerente e la circolazione sanguigna.
Nel corso dei secoli, la ricetta del nocino si è diffusa in diverse regioni d’Italia, assumendo caratteristiche e peculiarità tipiche di ogni zona. In Emilia-Romagna, ad esempio, il nocino è tradizionalmente preparato con noci verdi e spezie come chiodi di garofano e cannella, mentre in Toscana si preferisce utilizzare noci mature e un gusto più dolce.
Il nocino in Sicilia: un elisir con radici profonde
In Sicilia, il nocino vanta una tradizione antica e radicata, profondamente legata alla cultura contadina e alle risorse naturali dell’isola. La sua storia si intreccia con quella delle noci, coltivate da secoli in terreni vulcanici e baciati dal sole, che conferiscono al frutto un gusto intenso e aromatico.
La ricetta siciliana del nocino si distingue per alcune peculiarità che la rendono unica e speciale. Tradizionalmente, si utilizzano noci verdi raccolte nel periodo di San Giovanni, che si celebra il 24 giugno, momento in cui il mallo è ancora acerbo e ricco di tannini. Questi conferiscono al liquore un gusto più astringente e deciso, tipico della versione siciliana.
La preparazione del nocino richiede tempo, pazienza e una selezione accurata degli ingredienti. Le noci vengono messe a macerare in alcool puro per diverse settimane o mesi, insieme a spezie e scorze di agrumi. Il risultato è un liquore dal colore ambrato scuro, dal gusto intenso e leggermente amarognolo, con un retrogusto persistente che ricorda i profumi autunnali.
Oggi, il nocino è apprezzato non solo come digestivo, ma anche come ingrediente versatile per arricchire dolci, gelati e cocktail. La sua autenticità e il suo legame con la tradizione lo rendono un prodotto simbolo dell’Italia e un omaggio al gusto genuino dei prodotti di stagione.
Ingredienti:
• 21 o 23 noci con mallo verde integro (1kg circa)
• 1 lt alcool a 95°
• 1 bastoncino di cannella
• 2 chiodi di garofano
• 1 foglia di noce
• 600 gr di zucchero.
Preparazione:
Per San Giovanni raccogliere 21 o 23 noci con mallo integro.
Tagliare ciascuna di esse in sei parti longitudinalmente.
Mettere gli spicchi così ottenuti in un litro d’alcool a 95° dentro un vaso di vetro a bocca larga unitamente ad una foglia di noce all’odore della cannella e del garofano.
Dopo aver ben sigillato il vaso lasciarlo al sole per 60 giorni avendo l’avvertenza di agitare ogni tanto il recipiente con l’infuso.
Trascorso questo periodo d’esposizione al sole si filtri il liquido ottenuto con una pezzuola o un colino molto fitto.
A questo punto, bollire a parte per alcuni minuti 300 gr di zucchero in 300 gr d’acqua.
Contemporaneamente, in altro tegame dai bordi alti si faranno caramellare i rimanenti 300 gr di zucchero) fino a portarlo al tipico color bruno con l’avvertenza di rimestare continuamente.
Si versa quindi a cucchiai la soluzione bollente d’acqua e zucchero del primo tegame nel secondo del caramello, avendo cura d’eseguire l’operazione con calma e gradualità per impedire l’eccessivo aumento del caramellato.
La procedura è più complessa nella descrizione che nella sua realizzazione pratica che riveste una notevole importanza per una più armonica amalgama di tutte le componenti aromatiche.
Lasciato quindi raffreddare, si aggiunge il tutto all’ alcool d’infusione già filtrato. Ancora un’attesa di 30 o 40 giorni, con l’accortezza di agitare di tanto, in tanto il liquido.
Alla fine di quest’ultimo periodo, nuovo filtraggio al momento di mettere il nocino definitivamente a dimora nella bottiglia.
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